4 COSE SUL CARBONE ATTIVO

CARBONE ATTIVO

Mai visti ultimamente i panini neri? E le brioches? O la pizza? Ebbene sì, qualcuno ha pensato bene di far credere che mangiando questi prodotti non ci si gonfi la pancia… quante assurdità!

Il carbone attivo, o carbone vegetale, è un presidio utilizzato in medicina e non solo per la sua capacità di assorbire diverse sostanze ingerite.

Nella pratica medica il carbone attivo è usato quando siano state inserite sostanze potenzialmente dannose e delle quali è utile limitare l’assorbimento. Il carbone in questo caso, assorbe le sostanze evitando che passino nel sangue creando problemi di tossicità.

Utilizzo noto ai più è quello di depuratore d’acqua. Altro storico è quello che lo vedeva utilizzato nelle maschere “antigas”. La porosità del carbone assorbe infatti ciò che nell’acqua (o nell’aria) non dovrebbe essere gradito, lasciando da bere un’acqua (e da respirare, un’aria) più pura.

Un altro utilizzo del carbone vegetale è quello “erboristico”. In questo ambito il carbone è solitamente utilizzato nella posologia di 1-2 grammi al giorno con l’intento di ridurre gonfiore addominale, fastidi intestinali e flatulenza.

Vediamo di scoprire quali sono le cose non proprio positive che comporta l’assunzione di carbone vegetale attivo

 

1- C’è una grande differenza tra l’assunzione sotto controllo medico o specialistico di sostanze che hanno interazioni farmacologiche precise e il loro utilizzo smisurato e senza indicazioni specifiche. I prodotti da forno al carbone, rischiano di interferire con l’assorbimento di farmaci o principi attivi che invece è utile assorbire!

2- La caratteristica che rende il carbone utile, è quella di limitare l’assorbimento di diverse sostanze, ma anche di farmaci! Se il carbone attivo viene preso vicino ad un estroprogestinico (pillola anticoncezionale) o ad un farmaco salva vita, questo potrebbe non essere assorbito nel modo corretto.

3- Il quantitativo di carbone usato nei prodotti da forno non è troppo ridotto. In 1 kg di farina sono suggeriti da 10 a 15 g di carbone! Ciò significa che con semplici 150 g di pagnotta si raggiunge tranquillamente la dose consigliata giornalmente nell’uso erboristico.

4- Il carbone, attivato o meno, resta un  prodotto di combustione che contiene benzopirene cancerogeno. I prodotti di uso farmaceutico devono rispettare precisi limiti nel contenuto di benzopirene. Siamo sicuri che lo stesso valga per il carbone usato nel pane?

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