4 COSE SULL’INTEGRALE

L’INTEGRALE.

Ormai lo sappiamo: i cereali integrali sono sempre più salutari dei rispettivi raffinati, ma la scelta di utilizzo degli uni o degli altri dipende dal proprio microbiota intestinale, dallo stato infiammatorio sistemico in cui si trova l’organismo e dall’obiettivo di composizione corporea che vogliamo raggiungere.

Spesso una dieta ad alto contenuto cibi ad alto contenuto di fruttosio (miele e frutta essiccata), fruttani (grano, segale, cipolle), sorbitolo (dolcificante presente in molti cibi di produzione industriale), raffinosio (legumi e cavoli) e fibre, determina un’aumentata produzione di gas e una distensione colica da fermentazione batterica, sintomi spiacevoli che spesso inducono il paziente ad eliminare le categorie alimentari additate come responsabili. Da sempre sostengo che “nessun singolo cibo è veleno” ma comunque la variabilità alimentare è fondamentale per mantenere ai minimi livelli l’infiammazione dell’organismo.

Per creare terreno fertile al recupero dell’amicizia verso tutte le categorie alimentari diventa fondamentale la varietà e la rotazione. Alcune semplici attenzioni alimentari garantiranno un’accettazione più semplice verso cereali integrali anche da parte di un “intestino irritato”:

* l’utilizzo di proteine ad ogni pasto, partendo già dalla prima colazione;
* la divisione del piatto in proteine, vegetali e carboidrati nello stesso volume visivo;
* l’apertura del pasto con il “crudo-vivo-colorato”, ossia l’assaggio di un frutto o di una verdura scondita;
* la riduzione al minimo del consumo di zucchero e di altri dolcificanti in bevande e prodotti industriali che ne contengono.

1- Il primo dei vantaggi che la fibra contenuta nel chicco intero apporta è la regolarizzazione del transito. Mangiare integrale fa andare in bagno le persone che hanno difficoltà ad andarci e rende più solide le feci di chi ci va troppo spesso.

2- Il chicco o farina integrale modula la reattività infiammatoria e allergica. L’interleuchina -12 (citochina anti infiammatoria) è più presente in chi mangia integrale, ed ha un’azione immunomodulante, ossia tiene ferme le cellule che reagirebbero anche in assenza di un reale pericolo.

3- I cereali integrali e le loro farine hanno una parte proteica più importante dei cereali raffinati e sono più delicati nei confronti della glicemia e dell’insulina, con un accumulo delle scorte e di grasso decisamente più funzionale anziché di riserva.

4- A parità di condimento di quantità, chi mangia una pasta integrale risulterà più sazio e lo sarà più a lungo rispetto di chi abbia invece scelto la controparte “più bianca”. Non solo: avrà anche una gestione dell’introito alimentare più funzionale che ne renderà meno pesante l’accumulo.

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